I VINI
Cinque etichette
La zona è vocata alla produzione di vini di alta qualità con i suoi vitigni autoctoni locali. Il clima favorevole e il rispetto della tradizione, nel profondo attaccamento alla terra, ci permettono di ottenere uve di ottima qualità per la creazione di vini straordinari.

01
SPUMANTE · METODO CLASSICO
Myosotis Metodo Classico
25,00 €
Prodotto da uve Pinot Nero, vitigno a bacca rossa considerato tra i più nobili ed eleganti al mondo. Uno spumante che permette un'infinità di declinazioni: ideale come aperitivo con formaggi freschi e salumi, interessante con crostacei, gamberi e cozze.

02
SPUMANTE · METODO CHARMAT
Myosotis Metodo Charmat
16,00 €
Uno spumante fresco e versatile, ideale come aperitivo accompagnato da formaggi stagionati e nell'abbinamento con i crostacei.

03
ROSATO · IGT VALLE DEL TIRSO
Rosa del Sinis
12,00 €
Un rosato di macerazione breve da uve Cannonau e Nieddera, coltivate sui suoli sabbiosi della penisola del Sinis.

04
BIANCO
Nozze Celesti
13,00 €
Vernaccia e Vermentino della penisola del Sinis: un bianco teso, salino, che chiude con la scia mandorlata tipica della Vernaccia.

05
ROSSO · IGT VALLE DEL TIRSO
Is Ariscas Rosso
14,00 €
Macerazione prefermentativa di circa 24 h e fermentazione con macerazione di circa una settimana, per ottenere un vino morbido da Cannonau, Carignano e Cabernet.
I NOSTRI VITIGNI
Testimoni del tempo
Coltivo varietà che raccontano la Sardegna nelle sue diverse sfumature: il Vermentino, fresco ed elegante; la Vernaccia, tra i vitigni più antichi dell'Oristanese; la Nieddera, rara e legata alla storia del Sinis; il Cannonau, il vitigno sardo più conosciuto al mondo; e il Carignano, ricco di struttura e carattere.
I nostri non sono semplici vini: sono testimoni del tempo. Portano con sé la sapidità del mare del Golfo di Tharros e la forza delle dune del Sinis, e sono il frutto di un equilibrio antico tra la vite, la terra e i fiori, che la natura rinnova ogni anno con la pazienza operosa delle api.
Il vino, vissuto con misura, è soprattutto cultura, condivisione e anima. Lo sapevano i Greci, che lo consacrarono a Dioniso, e i Romani, che lo celebrarono nel nome di Bacco. Ma prima ancora lo sapevano gli Shardana, che in questa terra avevano già capito che il vino non è soltanto una bevanda, ma un legame profondo fra l'uomo, la natura e il tempo.